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L'e-Estonia ospita i "comunicatori europei"

10 giugno 2013

 

Si è svolta sulle rive del Baltico, a Tallinn, nei giorni 6-7 giugno, la sessione primaverile 2013 del Club di Venezia, coordinamento informale dei "comunicatori europei", di cui il Dipartimento Politiche Europee è membro per l'Italia. Sede dei lavori, il Riigikogu, il Parlamento estone (foto a sinistra). 

 

Intorno al tavolo, circa cinquanta partecipanti: i responsabili della comunicazione istituzionale degli Stati membri e candidati (presenti anche Turchia e Montenegro) e delle istituzioni dell'UE (Parlamento europeo, Consiglio UE, Commissione europea, Comitato Regioni, Comitato Economico e Sociale), oltre ad esperti e specialisti a vario titolo dei temi in agenda.

 

I lavori sono stati aperti dalla direttrice della comunicazione del governo estone Inga Bowden e da Stefano Rolando, presidente e fondatore del Club (che ha il suo segretariato operativo presso il Consiglio UE).

 

 

Al termine della conferenza, i partecipanti sono stati ricevuti dal Primo Ministro estone Andrus Ansip (foto a sinistra) nella sala ovale del Consiglio dei Ministri. "E’ un piacere avere qui i responsabili della comunicazione UE - ha detto Ansip - per un paese che, come il nostro, ha forti radici culturali europee, è membro dell’eurozona, favorisce (anche grazie al turismo) il dialogo est-ovest e guarda oggi ad un’economia in cui le comunicazioni hanno un’importanza centrale”.

 

Democrazia partecipativa e ruolo dei "comunicatori pubblici"

 

Tre i temi principali di questa sessione, coordinata da Mike Granatt (già direttore del Central Office of Information britannico): lo spazio di armonizzazione dell’uso del web per informazione di pubblica utilità, nel quadro europeo e soprattutto nello scenario della democrazia partecipativa; la potenzialità e i vincoli del “fare comunicazione” appartenendo alle pubbliche amministrazioni; l’evoluzione della materia in tema di brand pubblico, cioè verso attività di sostegno alla attrattività di territori, città e nazioni.

 

Il 2013, tra l'altro, è l'Anno Europeo dei Cittadini, il cui obiettivo principale è proprio accrescere il coinvolgimento dei cittadini nel progetto europeo. E l'Estonia, ospite dell'incontro, è nota per il suo impegno nel promuovere soluzioni online (patria di Skype e prima nazione a sperimentare il voto via Internet in elezioni nazionali), rendendo più facile la partecipazione degli estoni alla "cosa pubblica".

 

Nel corso della conferenza, le numerose best practice presentate dai delegati nazionali sono state affiancate da contributi di esperti e rappresentanti della società civile. Per l’Italia è intervenuta Tiziana Antonelli del Dipartimento per le Politiche Europee, che ha illustrato Open Coesione, primo portale web interattivo (lanciato nel luglio 2012 dall'allora Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca) sull'impiego dei fondi europei e nazionali per le politiche di coesione territoriale. Oltre ad informare sull'attuazione degli oltre 600mila progetti monitorati (finanziamenti, luoghi e ambiti di intervento, soggetti coinvolti, tempi di realizzazione, ecc.), il portale è anche uno strumento di controllo e partecipazione per gli utenti interessati.

 

Sempre in tema di coinvolgimento dei cittadini nelle politiche pubbliche, sono intervenuti lo studioso Anthony Zacharewski, presidente dell'organizzazione inglese The Democratic Society, e Rainer Nõlvak, imprenditore estone ambientalista, presidente dell'Estonian Fund for Nature.

 

La relazione di Rasmus Kleis Nielsen, ricercatore danese presso l'Università di Oxford, sul ruolo della pubblica amministrazione nella comunicazione pubblica, ha introdotto una sessione-novità nello schema dei lavori del Club: una "intervista guidata" a tutti presenti, condotta dallo stesso Nielsen, sulla percezione del ruolo dell'UE nei diversi Stati (prevalenti indifferenza e/o scetticismo) e sulle "contromisure" di comunicazione pubblica attivabili, tenendo conto dei tagli di budget operati ovunque in questo settore.  

 

Il Nation Brand Index: l'immagine delle nazioni nella percezione mondiale

 

In tema di reputation management, stimolante è stato il contributo del britannico Simon Anholt, consigliere indipendente di numerosi governi, esperto di public diplomacy e autore del Nation Brands Index, una speciale classifica realizzata attraverso 30mila interviste in tutto il mondo, che "misura" l’evoluzione dell'immagine di Stati e città nella percezione mondiale. Secondo Anholt, resiste il mito dell'Italia come paese del buon gusto, della cultura e del bon vivre, e tuttavia l'immagine della nazione è in declino: è percepita dagli intervistati come old-fashioned, non abbastanza aperta e cosmopolita. Può riscattarsi - secondo Anholt - se realizza qualcosa di concreto ed esemplare per il pianeta.

 

 

Enorme impatto, in termini di nation brand, ha avuto - secondo Anholt - l'iniziativa del Parlamento estone di riconoscere per legge il diritto dei cittadini alla connessione Internet, stabilendo in tal modo un primato internazionale (era il 2000) e balzando all'attenzione dei media di tutto il mondo.      

 

Nell'ambito delle "relazioni con i cittadini", altre esperienze nazionali sono state illustrate da Ulrich Köhn (Germania), Nicole Civatte (Francia) e Kevin Traverse-Healy (Gran Bretagna); mentre i responsabili delle istituzioni UE - Stephen Clark (Parlamento europeo), Ylva Tivéus (Commissione europea) e Tom de Smedt (Comitato delle Regioni) - sono intervenuti con uno sguardo alle elezioni europee del 2014. In materia di public diplomacy, da segnalare il contributo del sottosegretario danese Ole Egberg Mikkelsen.

 

Vincenzo Le Voci (Consiglio UE e segretario generale del Club di Venezia) ha annunciato il quadro degli impegni del Club nel triennio 2013-2015 (in inglese). 

 

Stefano Rolando, a conclusione dei lavori, ha osservato: "C’è un impulso al cambiamento e al ringiovanimento della pubblica amministrazione che viene da molti contesti europei, anche se in forma diseguale. Così da incoraggiare, in materia di comunicazione e relazioni con i cittadini, l'avvio di una riflessione comune sullo statuto professionale e disciplinare del settore per trasferire le innovazioni a tutti gli Stati membri” .

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