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Social media: quali effetti sul giornalismo?

10 ottobre 2011

Il 7 ottobre 2011 il Gruppo Informazione del Consiglio dell'UE si è riunito a Bruxelles, presso la sala stampa del Consiglio, in un seminario congiunto con il Club di Venezia sul tema: “L’impatto dei social media sul giornalismo”. 

L’incontro ha visto la partecipazione di diversi operatori del settore: circa 200, tra cui giornalisti, accademici, portavoce, direttori di servizi di comunicazione, consulenti, addetti stampa, PR, ecc. 

I lavori sono stati organizzati in due sessioni consecutive:  

I) L’impatto dei social media sui giornalisti e sui mezzi di informazione tradizionali. Interventi di Lars Holmgaard Christensen (Danish High School of Journalism); Jean Quatremer (Libération); Patrick Dax (Futurezone, Kurier). Moderatore: Niels Thogersen (Club di Venezia).

Temi: I social media hanno un forte impatto sui giornalisti e sugli organi di informazione tradizionali. Il cosiddetto “social sharing” favorisce la diffusione orizzontale delle notizie, influenza l’industria delle informazione, imponendo cambiamenti nei modelli editoriali e imprenditoriali. Come affrontare (e trarre vantaggio) dallo sviluppo crescente dei social network.

II) In che modo le istituzioni possono fornire un servizio migliore ai giornalisti che si occupano di UE? Interventi di Tomas Miglierina (API/Swiss TV); Yann Ollivier (AFP). Moderatore: Reijo Kemppinen (Consiglio UE)

Temi: I social media hanno trasformato l’analisi della percezione pubblica e il monitoraggio dei media, influendo non solo sugli organi di informazione tradizionali, ma anche sulle organizzazioni pubbliche e sui comunicatori istituzionali. In tale contesto, in che modo i  “comunicatori pubblici” possono essere d’aiuto ai giornalisti, sia a Bruxelles che nelle capitali.

Nel corso del seminario – il primo in modalità congiunta (Gruppo Informazione/Club di Venezia) e aperta ad operatori dell’informazione europea di diversa provenienza – i partecipanti hanno analizzato il ruolo crescente dei social media, confrontando alcune best practice e tentando di comprendere il nuovo contesto in cui agiscono oggi gli operatori dell’informazione. Sono state esplorate le possibili modalità di interazione fra giornalisti e comunicatori pubblici, partendo dal dato che i social media hanno esteso il numero di coloro che praticano il giornalismo: non più soltanto i giornalisti, ma un numero molto più vasto di “attori”, che raccolgono, filtrano, diffondono notizie. 

La prima parte del seminario ha analizzato gli effetti dei social media sul giornalismo ascoltando esperienze dirette dei rappresentanti degli organi di informazione e la loro percezione delle trasformazioni in corso. Nella seconda parte, gli “addetti ai lavori” presenti hanno discusso di come i comunicatori pubblici possono offrire un servizio migliore ai giornalisti nel loro compito di mediatori tra istituzioni e pubblico.  

E’ stato possibile seguire gli interventi e il dibattito attraverso Twitter e in live blogging

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