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"Vogliamo UE più inclusiva e vicina ai cittadini, attenta ad ambiente e coesione sociale"

24 settembre 2019

"Il mondo va veloce e c'è bisogno di rinnovare le politiche europee per governare – e non subìre - i cambiamenti che attraversano la nostra società. I cambiamenti rappresentano una sfida della quale non dobbiamo avere timore, ma che dobbiamo affrontare e governare con spirito di solidarietà e con un progetto di inclusione sociale". Lo ha detto il Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, illustrando le linee programmatiche dell'azione di governo davanti alle Commissioni congiunte Politiche UE di Camera e Senato.

Vincenzo Amendola, il primo ministro del nuovo governo Conte a presentare le proprie linee programmatiche di fronte al Parlamento, ha sottolineato che "tutelare l'interesse del Paese non significa agire in modo isolato". Al contrario, tutte le sfide "potranno essere affrontate con successo se saremo in grado di rafforzare la coesione all'interno dell'Unione, migliorarne le politiche rendere più efficaci gli strumenti a sua disposizione". Obiettivi alla portata, considerato "il rinnovato slancio" nei rapporti tra Italia e UE e la "ferma volontà del governo di lavorare con la nuova Commissione europea di Ursula von der Leyen per costruire l'Europa dei nuovi diritti".

Digitalizzazione, Green new deal, crescita economica, rafforzamento dei diritti, un piano di investimenti sostenibili, una più forte governance economica dell'UE saranno "al centro della nostra azione in Europa", ha aggiunto Amendola.

"Vogliamo una Europa non solo più inclusiva, più efficace, più vicina ai cittadini, ma anche più attenta alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale e territoriale", ha precisato Amendola. 

Tra le questioni fondamentali da affrontare subito ci sono:

  • il problema delle migrazioni, per il quale bisognerà trovare soluzioni strutturali con una politica modulata su più livelli, basata su un approccio che affronti la questione nel suo complesso. "Fin dal mio insediamento ho condiviso la volontà governativa di dialogare in maniera costruttiva con i principali partner europei, immaginando nuovi strumenti come la realizzazione di corridoi umanitari europei", ha affermato Amendola. I risultati del Vertice di Malta di ieri sono un primo importante passo verso questa direzione, verso l'affermazione del principio del "chi sbarca in Italia, sbarca in Europa".  La revisione dell'Accordo di Dublino resta comunque una priorità.
  • Brexit, per la quale Amendola ha illustrato l'attuale quadro politico, osservando che "abbiamo il dovere di chiedere certezza per diminuire l'impatto sui cittadini e imprese" e ha assicurato che sono in vigore "misure legislative per mettere in sicurezza i diritti dei cittadini ed è stata attivata una rete di protezione per tutelare al meglio le imprese". "Dopo l'uscita dall'Ue – ha messo in chiaro- il nostro principale interesse è quello di costruire un partenariato forte e ambizioso".
  • il Quadro Finanziario Pluriennale per il 2021-2014, un tema già affrontato concretamente dal Ministro nei suoi primi incontri a Bruxelles: "non sono accettabili né riduzioni nell'allocazione complessiva né cambiamenti dell'equilibrio esistente che possano penalizzare ulteriormente le politiche tradizionali, inclusa la Politica agricola comune", ha sostenuto davanti alle Commissioni riunite. 

Nell'illustrare l'attività del Dipartimento, Amendola ha spiegato che "metteremo a disposizione tutte le nostre energie per completare l'attività di recepimento nel minor tempo possibile, così da evitare l'apertura di nuove procedure di infrazione e l'aggravamento di quelle in corso. A questo fine – ha sottolineato - ho dato nuovo impulso all'attività necessaria alla tempestiva predisposizione delle nuove leggi europea e di delegazione". Un tema che ha anche un impatto finanziario, visto che l'Italia paga per questi ritardi sanzioni pecuniarie. Per questo motivo, "va intensificata l'azione volta a riportare l'incidenza del contenzioso europeo entro limiti fisiologici".

Il Ministro ha concluso spiegando di voler dare "un nuovo slancio" al CIAE, il Comitato Interministeriale per gli Affari Europei, annunciando che la prima riunione si terrà alla vigilia del prossimo Consiglio europeo e sarà presieduta dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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