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La sfida della comunicazione strategica: sinergie e nuovi strumenti

20 marzo 2017

Si è svolto a Londra il 17 marzo il seminario del Club di Venezia "StratCom - Strategic communication challenges for Europe", cui hanno preso parte, per il Dipartimento Politiche Europee, Diana Agosti (Capo Dipartimento) e Fiorenza Barazzoni (Coordinatrice dell’Ufficio mercato interno e competitività). L'evento è stato preceduto, il 16 marzo, da un incontro a Whitehall sulla comunicazione istituzionale del Governo britannico e da una visita a 10 Downing Street.  

Il seminario ha registrato l'adesione di ben 85 partecipanti, in rappresentanza di 23 Stati membri, due Paesi candidati (Montenegro e Serbia) e tre Stati di confine (Bosnia-Erzegovina, Georgia e Ucraina), Istituzioni e organismi UE (Parlamento, Consiglio, Commissione, Comitato Economico e Sociale Europeo e Comitato delle Regioni), nonché esperti della NATO, dell’EUISS e di agenzie indipendenti che collaborano con governi e istituzioni. 

I lavori, tenuti all'insegna della "Chatham House rule", sono stati introdotti da Alex Aiken (Regno Unito, Executive Director for Government Communications) e Linda Jākobsone (Lettonia, Cancelleria di Stato, director of Communications). Ha moderato Erik den Hoedt (Governo olandese, Director of Communication and Public Information). 

Baiba Braže (Ambasciatore della Lettonia presso il Regno Unito) ha pronunciato la relazione d'apertura, seguita da due sessioni plenarie: 

  1. Opinione pubblica, comportamenti dei media, fonti di influenza, analisi dei dati 
  2. Strategie di comunicazione: la risposta di governi, istituzioni e altri soggetti-chiave alle sfide poste da terrorismo, immigrazione, disinformazione, crisi di fiducia

 
Gli interventi hanno discusso di schemi "alternativi" al modello democratico occidentale (come la guided democracy di Russia, Cina ed altri) e dell'ascesa dei populismi e degli alternative facts, che richiedono reazioni, da parte dei sistemi democratici, orientate alla partecipazione e alla trasparenza.

Dai dati Eurobarometro è emersa la centralità della fiducia nel rapporto cittadini/istituzioni (l’Unione è mediamente in posizione migliore rispetto ai singoli Stati membri, salvo che nei Paesi nordici) e della diffusione di informazioni corrette rispetto alle istituzioni e alle fonti di informazione; a questo proposito, contro le fake news si segnalano non solo le strategie di comunicazione della Commissione europea, ma anche esempi non istituzionali, quali il sito "WIRE", creato e gestito da studenti olandesi.

Gli interventi sulle campagne di disinformazione nell’Europa dell’Est (definite come hybrid warfare/ weaponisation of information) e le possibili risposte da parte dei partner UE - miranti a conquistare la fiducia degli utenti, piuttosto che mettere in opera una "contro-propaganda" - hanno messo in luce l'importanza della comunicazione strategica come strumento e parte integrante della policy, nonché il ruolo crescente della East StratCom Task Force e delle recenti campagne lanciate in particolare in Ucraina (cfr. Stronger together, realizzata con fondi UE).

Un accenno, da parte britannica, anche alla Brexit (a symptom, not a cause), e al paradosso – per le autorità nazionali – di aver registrato una maggiore interazione con i media, ma una minore fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Il governo UK punta quindi a migliorare sia in termini di "organisational insight" (audience insight, campaign optimisation) che di "data intelligence" (big data, citizens centred communication modelling). Ai fini dell’analisi, da segnalare l’Edelman Trust Barometer – Global Annual Study 2017.

Le successive tre sessioni parallele hanno approfondito aspetti di comunicazione relativi ai seguenti trend/settori geopolitici: Europa dell'area baltica ed orientale; Mediterraneo, Medio Oriente e Sud-Est europeo; questioni atlantiche.

In particolare, la sessione "Mediterraneo", cui ha partecipato l’Italia, si è incentrata sugli aspetti di sicurezza e lotta al terrorismo, e sulle sfide poste dalla migrazione. In particolare, da parte UK (contributo della C-Daesh Coalition Communications cell) si è insistito sul framing the narrative approach, ponendo l’accento sui fallimenti e sulla progressiva disintegrazione di Daesh, con messaggi in grado di arrivare ad audience vulnerabili. Da parte del governo francese, l’obiettivo è quello di mostrare modelli positivi (alternative narrative), come nel sito governativo Stop-djiadisme, e di rafforzare l’interazione con i media e i giovani (cfr. piattaforma in inglese, francese ed arabo Toujours le choix).

Gli interventi  in materia di migrazione (in particolare, Grecia e Italia) hanno posto l’accento sulla necessità di un approccio sistemico e a tutti i livelli di governo (shared responsibility), anche rispetto alla tutela dei diritti umani e alla sicurezza, e alla necessità di raggiungere diverse audience.

In conclusione, nonostante la ricchezza e complessità dei temi affrontati, sono stati evidenziati alcuni punti essenziali e ricorrenti, quali l’importanza di un coordinamento multi-livello, di una architettura di comunicazione basata su partnership, fiducia, autenticità e credibilità. 

E’ stata infine discussa e approvata la "London Charter", nella quale gli specialisti riuniti a Londra riassumono opinioni e principi condivisi, riconoscono l’esigenza di una cooperazione rafforzata nel campo della comunicazione, e di un ulteriore impegno in tema di StratCom. 

Ai margini del seminario, il Comitato di orientamento del Club ha discusso dei prossimi appuntamenti del Club a Malta: la sessione plenaria di primavera (18-19 maggio 2017) e il seminario tematico "The Refugees and Migration Crisis: a crucial test for public communicators" (19 maggio, pomeriggio). 

 

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