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Stop 5G — Stay Connected but Protected, Commissione UE registra iniziativa

8 ottobre 2021

La Commissione europea ha deciso di registrare l'iniziativa Stop (((5 G))) – Stai Connected but protected (Stop (((5G))) — Stai connesso ma protetto). Gli organizzatori chiedono una normativa che assicuri maggiore protezione da presunti rischi legati ai campi elettromagnetici a radiofrequenza e alle microonde, da alcuni presunti impatti ambientali del 5G e della digitalizzazione collegata. Chiedono, inoltre, che sia garantita una protezione efficace, anche contro la criminalità informatica, dei dati personali trattati con queste nuove forme di tecnologia della comunicazione.

A partire da oggi gli organizzatori dell'iniziativa possono avviare la raccolta di firme: se l'ICE riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno entro un anno da almeno sette diversi Stati membri, la Commissione dovrà esaminarne dettagliatamente il contenuto e reagire, decidendo se dare o meno seguito alla richiesta e giustificando in ogni caso la decisione.

In un comunicato, la Commissione europea spiega che per quanto riguarda i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, compreso il 5G, l'UE ha adottato un approccio prudente raccomandando limiti massimi di esposizione con un ampio margine di sicurezza, sulla base di dati scientifici aggiornati e costantemente riveduti. Ciò significa che i limiti di esposizione previsti dall'Unione per il grande pubblico sono sempre almeno 50 volte inferiori a quelli che, secondo la letteratura scientifica internazionale, avrebbero un impatto sulla salute.

Nel giugno 2021, la Commissione ha incaricato il comitato scientifico indipendente dei rischi sanitari, ambientali ed emergenti (CSRSAE) di fornire pareri scientifici sulla necessità di una revisione tecnica della normativa dell'UE in vigore (ossia degli allegati della raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio e della direttiva 2013/35/UE), in particolare alla luce degli orientamenti aggiornati della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) del 2020. I consulenti scientifici indipendenti valuteranno e, se del caso, terranno conto di tutte le prove disponibili.

 

Iniziativa dei Cittadini Europei
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