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Legge europea 2018

5 dicembre 2018

(ultimo aggiornamento: 12 marzo 2019)

Il 12 marzo 2019 la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea - Legge europea 2018". Il provvedimento passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento. (notizia di approfondimento)

Il disegno di legge era stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 settembre 2018 e dal Senato il 5 dicembre 2018 [Dossier di documentazione del Senato].

Il testo uscito dal Consiglio dei Ministri conteneva disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. Nel testo approvato in Consiglio dei Ministri si prevede di:

  • affrontare due procedure d'infrazione e tre casi "EU Pilot";
  • dare attuazione a due direttive, di cui una scaduta il 31 marzo 2018 sulle buone prassi di fabbricazione dei medicinali ad uso umano e l'altra di prossima scadenza riguardante le limitazioni ai diritti d'autore a beneficio dei non vedenti;
  • garantire la piena attuazione di due regolamenti (UE), uno riguardante le aste delle quote di emissione dei gas ad effetto serra, l'altro i diritti doganali;
  • dare concreta esecuzione a un Accordo internazionale concluso nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione Europea;
  • dare attuazione alle linee guida della Commissione europea relative alla direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali.

Nella prima procedura di infrazione (n. 2018/2175), la Commissione europea ha effettuato una serie di rilievi con riguardo al procedimento per il riconoscimento delle qualifiche professionali. Il disegno di legge interviene su:

  • la definizione di “legalmente stabilito”;
  • la ridenominazione dell’autorità competente ai fini del riconoscimento delle qualifiche professionali;
  • gli elementi e requisiti richiesti dalla Commissione ai fini del pieno adeguamento della normativa ai fini del procedimento per il rilascio della tessera professionale;
  • le ipotesi di riconoscimento automatico a seguito della adesione della Repubblica di Croazia all’Unione Europea;
  • la ridefinizione dei criteri di incompatibilità per l’attività di mediazione.


Sulla definizione di "legalmente stabilito", la formulazione vigente - introdotta dal decreto legislativo 28 gennaio 2016, n. 15, che ha recepito la direttiva 2013/55/UE in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali - ha comportato problemi applicativi in quanto prevede il riferimento allo "Stato membro di residenza", che non è contemplato né dalle citate direttive né dalla Guida per l'utente relativa alla direttiva 2005/36/CE. Infatti, il legittimo stabilimento in uno Stato membro, presupposto per l'esercizio della professione, va riferito non al luogo di residenza del richiedente, ma al luogo di esercizio in via stabile della professione. Con la nuova norma, si è "legalmente stabiliti" nel momento in cui si soddisfano tutti i requisiti per esercitare una professione in uno Stato membro e non si è oggetto di alcun divieto, neppure temporaneo, all'esercizio di tale professione. Il legittimo stabilimento in uno Stato membro, presupposto per l'esercizio della professione, va quindi riferito non al luogo di residenza del richiedente, ma al luogo di esercizio in via stabile della professione.

La seconda procedura di infrazione (n. 2018/4000) riguarda il regime IVA applicabile ai servizi di trasporto e spedizione dei beni in franchigia.

I tre casi EU Pilot riguardano:

  • i criteri per il rilascio delle concessioni relative alle rivendite di tabacchi: viene sostituito il parametro della “produttività minima” (che consente l’apertura di nuovi tabaccai solo quando la produttività dei tabaccai già esistenti abbia superato una certa soglia minima) con il parametro della “popolazione” sulla cui base i competenti Uffici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli valuteranno la sussistenza di un’esigenza di servizio per l’istituzione di un punto vendita di tabacchi.
  • i rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
  • lo smaltimento degli sfalci e delle potature del verde urbano: viene escluso dalla nozione di rifiuto gli sfalci e le potature provenienti dalle attività di manutenzione delle aree verdi (giardini, parchi e aree cimiteriali).
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