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Direttiva (UE) 2019/790

4 novembre 2021

Direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE.

Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea - Pubblicazione della direttiva il 17 maggio 2019  

Legge di delega - Legge 22 aprile 2021, n. 53 (vedi anche, Legge delegazione europea 2019-2020)

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede preliminare il 5 agosto 2021 

Esame parlamentare - Pareri della Camera e del Senato

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede definitiva il 4 novembre 2021

Pubblicazione - 


Elementi del provvedimento

La direttiva modernizza il quadro giuridico della UE in materia di diritto d'autore, adattandolo all'ambiente digitale contemporaneo e assicurando così un elevato livello di protezione del diritto d'autore e dei diritti connessi. Gli sviluppi tecnologici hanno mutato considerevolmente il contesto della fruizione dei contenuti creativi, rendendo necessario porre rimedio alle problematiche legate alla circolazione incontrollata delle opere dell'ingegno attraverso l'aggiornamento delle norme sul diritto d'autore, per adattarle alle modalità di accesso ai contenuti online da parte degli utenti.

Il provvedimento europeo crea un quadro completo in cui il materiale protetto dal diritto d'autore, i titolari dei diritti, gli editori, i prestatori di servizi e gli utenti possano beneficiare di norme più chiare, trasparenti e adeguate all'era digitale.

Nel recepire la direttiva europea, il decreto prevede, nello specifico, che il materiale derivante da un atto di riproduzione di un'opera di arte visiva, per la quale sia stata superata la durata della tutela, non sia soggetto al diritto d'autore o a diritti connessi, a meno che non si tratti di opera originale frutto della creazione intellettuale propria del suo autore. Ciò permette la diffusione, la condivisione online e il libero riutilizzo di copie non originali di opere d'arte divenute di pubblico dominio, ferme restando le altre discipline specifiche in materia di utilizzazione di immagini digitali del patrimonio culturale.

Il provvedimento, inoltre, introduce norme capaci di riconoscere agli editori, sia in forma singola che associata, un diritto connesso per l'utilizzo delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi delle società di informazione, delle società di monitoraggio media e rassegne stampa. in tal senso, viene riconosciuta agli editori la possibilità di negoziare accordi con tali soggetti per vedersi riconosciuta un'equa remunerazione per l'utilizzo dei contenuti da loro prodotti.

Tra le diverse novità, infine, da segnalare le misure che garantiscono il buon funzionamento delle negoziazioni del diritto d'autore. Tra queste, in primo luogo va menzionato il riconoscimento del ruolo dell'AGCOM quale soggetto a cui rimettere la definizione del quantum di un accordo tra le parti in caso di difficoltà nella conclusione di una licenza per l'utilizzo di opere audiovisive sulle piattaforme video on demand tra i soggetti operanti nel settore e i titolari di diritti. Di rilievo, poi, gli obblighi di trasparenza che consentono agli autori, interpreti e esecutori di ottenere dal concessionario o licenziatario, con cadenza almeno trimestrale, informazioni aggiornate e complete sullo sfruttamento e sull'esecuzione delle loro opere.

 

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