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Direttiva (UE) 2019/2034 e Regolamento (UE) 2019/2033

29 ottobre 2021

Direttiva (UE) 2019/2034 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativa alla vigilanza prudenziale sulle imprese di investimento e recante modifica delle direttive 2002/87/CE, 2009/65/CE, 2011/61/UE, 2013/36/UE, 2014/59/UE e 2014/65/UE, e Regolamento (UE) 2019/2033, relativo ai requisiti prudenziali delle imprese di investimento e che modifica i regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 575/2013, (UE) n. 600/2014 e (UE) n. 806/2014, nonché modifiche al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea - Pubblicazione della direttiva (UE) 2019/2034 il 5 dicembre 2019 e del regolamento (UE) 2019/2033  il 5 dicembre 2019 

Legge di delega - Legge 22 aprile 2021, n. 53 (vedi anche, Legge delegazione europea 2019-2020)

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede preliminare il 5 agosto 2021 

Esame parlamentare - Pareri della Camera e del Senato

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede definitiva il 29 ottobre 2021

Pubblicazione - 


Elementi del provvedimento

Il decreto recepisce la normativa "Investment Firms Directive" (IFD) e adeguamento l’ordinamento italiano alla normativa "Investment Firms Regulation" (IFR).

I due provvedimenti definiscono un nuovo regime prudenziale per le imprese di investimento, prevedendo una disciplina differenziata rispetto agli enti creditizi, che tiene conto delle dimensioni, delle attività svolte e dei rischi delle diverse tipologie di imprese di investimento. Le stesse imprese di investimento sono suddivise in quattro categorie.

Il Regolamento 2019/2033 ha modificato la definizione di ente creditizio, che ora comprende, oltre alle banche, anche le imprese che prestano determinati servizi di investimento e hanno un attivo di bilancio pari almeno a 30 miliardi di euro, a livello individuale o consolidato. Una soglia che, attualmente, non viene superata da nessuna società di intermediazione mobiliare (SIM) italiana.

La Banca d'Italia e la Consob sono designate come autorità competenti a esercitare le funzioni e i poteri previsti dalle norme europee, secondo l’attuale riparto di competenze regolamentari e di supervisione previsto dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF), con riguardo alle SIM. Viene così assicurata continuità con il quadro normativo attuale, considerato che Direttiva e Regolamento di fatto sostituiscono, semplificandolo, quello oggi applicabile alle SIM.

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