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Regolamento (UE) 2017/821

30 ottobre 2020

Regolamento (UE) 2017/821 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell'Unione di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio.

Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea - Pubblicazione della direttiva il 19 maggio 2017 

Legge di delega - Legge n. 117 del 4 ottobre 2019 (vedi anche, Legge delegazione europea 2018)

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede preliminare il 30 ottobre 2020

Esame parlamentare - In corso di esame alla Camera dei Deputati 

Elementi del provvedimento

Il regolamento disciplina gli obblighi, che si applicano dal 1° gennaio 2021, che gli importatori dell'Unione dovranno rispettare per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, demandando ai singoli Stati membri l'adozione della relativa regolamentazione.

Il decreto legislativo prevede la designazione del Ministero dello Sviluppo Economico quale Autorità nazionale competente per l'applicazione effettiva e uniforme del regolamento e per il controllo ex post nei confronti degli importatori, anche attraverso una apposita piattaforma web. Tra l'altro, si prevede che l'Autorità si attivi per diffondere la conoscenza dei contenuti del regolamento da parte degli importatori e lungo tutta la catena di approvvigionamento, in particolare a favore delle piccole e medie imprese (PMI), inclusi gli strumenti e le misure di sostegno dell'Unione Europea, e che svolga attività di sensibilizzazione presso la società civile. Si prevede l'utilizzo della piattaforma, con accesso riservato, anche per gestire digitalmente i controlli ex post.

Inoltre, si individuano gli importatori che sono soggetti ai controlli, con priorità nei confronti di quelli con i più alti volumi di traffico. La procedura di controllo dovrà concludersi, di norma, entro sessanta giorni. L'Autorità potrà irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro all'importatore che non ottemperi, nei termini stabiliti, alle richieste o non consenta ispezioni e accertamenti e la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 20.000 euro all'importatore che non adotti le misure correttive secondo le modalità e nei termini indicati.

direttive europee
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