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Decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 recante attuazione della direttiva 2013/59/Euratom

12 agosto 2020

Direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom.

Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea - Pubblicazione della direttiva il 17 maggio 2014

Legge di delega - Legge di delegazione europea 2018 (Legge n. 117 del 4 ottobre 2019)

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede preliminare il 29 gennaio 2020 

Conferenza Stato-Regioni - Parere del 12 marzo 2020

Esame parlamentare - Parere della Camera dei Deputati e del Senato

Consiglio dei Ministri - Approvazione dello schema di decreto in sede definitiva il 29 luglio 2020

PubblicazioneDecreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 (Gazzetta Ufficiale n. 201 del 12 agosto 2020)


Elementi del provvedimento

Il decreto, oltre a recepire nel nostro ordinamento la direttiva 2013/59/EURATOM, provvede a riordinare e armonizzare la normativa di settore, assicurando il mantenimento delle misure di protezione dei lavoratori e della popolazione più rigorose rispetto alle norme minime stabilite dalla medesima direttiva.

Tra le novità, nell'ottica di una più ampia tutela dei lavoratori esposti a fattori di rischio, la direttiva prevede tra l'altro che il responsabile della sorveglianza sanitaria possa richiedere che la sorveglianza prosegua anche dopo l'esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore e, inoltre che informi il lavoratore stesso riguardo all'opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa come avviene già oggi per l'esposizione all'amianto.

La sorveglianza sanitaria in corso del rapporto di lavoro resta a carico del datore di lavoro, mentre gli accertamenti sanitari riferiti ad un momento successivo alla cessazione del rapporto di lavoro resteranno a carico del servizio sanitario nazionale.

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