Question time con il Ministro Savona

11 luglio 2018

Il Ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, ha oggi risposto a due interrogazioni riguardanti i seguenti argomenti:

  • Chiarimenti in merito alla possibilità di utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo per finanziare il reddito di cittadinanza
  • Chiarimenti in ordine alla posizione assunta dal Governo nell'ambito del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018, con particolare riferimento alla riforma della governance dell'Unione monetaria europea 

 

Chiarimenti in merito alla possibilità di utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo per finanziare il reddito di cittadinanza (D'Attis, Gelmini, Occhiuto, Mulè, Giacomoni)

I fondi strutturali e di investimento europei (Fondi-SIE), di cui il Fondo sociale europeo (FSE) costituisce una componente, intervengono mediante programmi pluriennali, a completamento delle azioni nazionali, regionali e locali, per realizzare la strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, nonché le missioni specifiche di ciascun fondo (cfr. articolo 4 del Regolamento 1303/2013).

A tal fine, nell'attuale ciclo di programmazione, essi sostengono tra l'altro gli obiettivi di "promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori" (obiettivo tematico 8) e "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione" (obiettivo tematico 9), definiti dall'articolo 9 del citato Regolamento.

Nel negoziato che ha accompagnato la programmazione dei fondi nei passati cicli di programmazione, la Commissione europea ha teso ad escludere un loro utilizzo per misure di natura esclusivamente passiva.

Pertanto se la misura del Reddito di cittadinanza avesse la natura di mero sostegno al reddito, troverebbe conferma la difficoltà nel finanziarla a valere sul FSE, tuttavia, in presenza di misure di politica attiva, come al momento sembra essere previsto nel disegno della misura, le risorse del Fondo sociale europeo, a complemento di politiche nazionali o locali, potrebbero sostenere tali misure, compresa l'eventuale indennità riconosciuta ai partecipanti come rimborso spese.

Il Governo, sulla base degli elementi forniti dal Ministero del lavoro, sta già lavorando ad un intervento volto a strutturare un modello di reddito di cittadinanza rispetto al quale talune risorse del Fondo strutturale europeo potranno essere utilizzate nell'ambito delle finalità del Fondo stesso.

In questo senso l'intuizione del Vice Presidente Di Maio mi appare corretta e conferma che il Governo intende rispettare i parametri fiscali che tanta parte hanno nelle relazioni tra l'Italia e l'UE, oltre che nei confronti del mercato.

Tuttavia, richiede che il suo stesso Ministero se ne dia carico nel Consiglio Europeo competente, come verrà fatto dal Dipartimento per le Politiche Europee nelle sedi in cui opera.

Non si può ignorare che le disponibilità messe a disposizione dell'Italia a questo titolo non sono abbondanti ma resta, in ogni caso, l'impegno del Governo ad utilizzare tutti gli strumenti finanziari idonei a coprire le misure ritenute prioritarie all'azione di Governo.

 

Chiarimenti in ordine alla posizione assunta dal Governo nell'ambito del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018, con particolare riferimento alla riforma della governance dell'Unione monetaria europea (Fidanza, Lollobrigida e altri)

Il Governo non è venuto meno all'impegno preso in occasione del dibattito parlamentare del 27 giugno. Infatti, non ha cambiato posizione sulla necessità di ancorare i temi riguardanti il completamento di quello che viene definito banking package e le trasformazioni degli strumenti monetari esistenti con le proposte di un loro inquadramento in una riforma dell'architettura istituzionale della Banca Centrale Europea e della politica fiscale, esposte in conclusione del citato dibattito e delle susseguenti precisazioni nel corso della riunione congiunta delle Commissioni parlamentari competenti tenutasi ieri in Senato.

Ciò che è stato deciso a Bruxelles è di condurre l'esame delle materie indicate nel comunicato finale entro il semestre in corso senza alcuna concessione. Il Governo si riserva di attivare ogni strumento a sua disposizione qualora non vi fosse un'apertura alle proposte indicate dal Presidente Conte, ricordate nel testo dell'interrogazione.

Da parte italiana non si è reso necessario ricorrere a questi strumenti perché altri gruppi di Paesi membri hanno sollevato obiezioni alle proposte in discussione anche più radicali della nostra.

 

Fondo sociale europeo , Reddito di cittadinanza , Consiglio europeo , Unione monetaria europea
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