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Introduzione alla Relazione annuale COLAF

10 ottobre 2018

(Questo testo del Ministro Savona apre la Relazione annuale al Parlamento del Comitato nazionale per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea - anno 2017)

Negli ultimi anni la Commissione europea ha richiesto a tutti i Paesi membri l'elaborazione, e conseguente adozione, di strategie nazionali per la lotta antifrode rivolte, secondo le previsioni dell'art. 125 del Regolamento (UE) n. 1303/2013, alla prevenzione dei fenomeni illeciti attraverso un'attenta pianificazione delle attività di controllo fondata sull'analisi del rischio e con il supporto di adeguati strumenti informatici (Information-Technology Tools).

La lotta antifrode a livello internazionale, tuttavia, non può prescindere anche da un approccio proattivo e coordinato da parte di tutte le istituzioni europee e delle competenti Autorità dei Paesi membri, soprattutto in considerazione del crescente carattere transnazionale dei fenomeni illeciti. In tale ambito, negli ultimi anni l'Italia, attraverso i delegati del COLAF (Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'Unione Europea), è stata molto apprezzata per l'innovativa progettualità così come anche segnalato nei Rapporti annuali 2016 e 2017 dall'Ufficio europeo Lotta antifrode–OLAF.

Tuttavia, l'azione antifrode posta in essere dagli Stati membri continua a presentare aspetti di sostanziale difformità. Infatti, ad esempio, avendo riguardo agli esiti delle raccomandazioni giudiziarie, l'OLAF ha rilevato percentuali e scostamenti molto diversi tra i Paesi dell'Unione.

La Relazione annuale COLAF, che ho presentato al Parlamento italiano, riporta i risultati, internazionali e nazionali, conseguiti nel 2017.

A livello europeo, l'Italia ha conseguito risultati di grande importanza ed enorme prestigio: essa si conferma il Paese che ha maggiormente ed efficacemente perseguito i fenomeni di frode ai danni del budget europeo, avendo fatto registrare, nel periodo 2010-2017, un c.d. indictment rate (58%), ben più elevato della media UE (42%). Tali successi dimostrano quanto il nostro Paese tuteli gli interessi finanziari dell'Unione tanto da rappresentare la migliore best pratice per tutti gli altri Paesi.

L'Italia, inoltre, è stata la prima a rilevare a livello europeo l'elemento di criticità nel settore dei fondi strutturali derivante dalla mancanza di strumenti di “mutua assistenza amministrativa” tra gli Stati membri. Tale settore, infatti, che rappresenta la più consistente voce di spesa all'interno dei finanziamenti europei, è particolarmente a rischio di fenomeni di frode, e non risulta tutelato da strumenti di cooperazione investigativa; nel 2016 il nostro Paese, nell'ambito del Gruppo Anti Frode del Consiglio, ha avviato due specifiche progettualità con le quali sono stati coinvolti. In particolare, l'ultima progettualità, a cui partecipano le competenti strutture antifrode di ben 27 Paesi, attribuisce all'Italia un ruolo leader in Europa. Sono state avanzate, inoltre, importanti proposte legislative alla Commissione Europea aventi oggetto lo scambio di informazioni tra gli uffici centrali antifrode degli Stati membri, che sono state recepite dalla Commissione nel Regolamento UE n. 883/2013.

A livello nazionale, i risultati ottenuti sono stati la diminuzione dei livelli di irregolarità/frode, nonché la chiusura dei più risalenti casi ancora aperti. Infatti, l'efficace azione di coordinamento, in accordo con la Commissione europea, ha consentito la chiusura di 240 dossier, evitando che la Commissione addebitasse all'Italia una somma pari ad oltre 60 milioni di euro. Le numerose iniziative promosse dal Comitato volte ad implementare al massimo la fase della prevenzione di irregolarità/frode, hanno continuato a far registrare importanti e tendenziali decrementi del c.d. “tasso d'errore” nell'utilizzo, in particolare, dei fondi strutturali: già nel 2016 vi è stata una sostanziale diminuzione pari al 59,6% rispetto al 2015 (-162 milioni di euro), proseguita anche nel 2017 del 16% circa rispetto al 2016 (-18 milioni di euro).

Le future linee strategiche d'intervento del Comitato, rivolte alla prevenzione dei fenomeni illeciti e al recupero dei fondi indebitamente erogati, saranno:

  1. realizzazione di una piattaforma nazionale antifrode, unica ed integrata tra tutte le competenti Amministrazioni coinvolte nei finanziamenti europei, la cui elaborazione possa consentire di sviluppare “indici di rischio”;
  2. l'istituzione di tavoli tecnici permanenti con la partecipazione di tutte le Autorità di gestione di fondi europei, dei tecnici del Comitato, del Dipartimento per le Politiche di Coesione della PCM, dell'Autorità Nazionale Anticorruzione e della Guardia di Finanza, nonché di Magistrati del Ministero della Giustizia e della Corte dei Conti (c.d. pacchetto antifrode);
  3. l'attuazione del protocollo d'intesa siglato con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e con la partecipazione dell'Autorità nazionale anticorruzione e della Guardia di Finanza;
  4. l' attività formativa attraverso corsi universitari di alta specializzazione per professionisti in “europrogettazione” al fine di massimizzare la prevenzione dei fenomeni illeciti. Nel 2017 è già stata avviata la collaborazione di supporto con l'Università di Roma “Sapienza” nell'ambito del Master interfacoltà di 1° livello in Europrogettazione e Professioni Europee;
  5. infine, l'avvio di una collaborazione con il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) per promuovere il coinvolgimento degli iscritti nelle attività di controllo di I° livello nell'attuazione di programmi e progetti cofinanziati con risorse UE.

Per le attività svolte ringrazio tutte le Amministrazioni nazionali coinvolte, anche attraverso i propri delegati del COLAF e, in particolare, il Nucleo della Guardia di Finanza presso il Dipartimento per le Politiche Europee che hanno contribuito a conseguire importanti risultati, nazionali e internazionali, nell'auspicio che il lavoro prosegua in tale direzione al fine di garantire e tutelare gli interessi finanziari e la spesa pubblica dell'Unione Europea.

lotta alle frodi
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