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Consiglio Affari Generali, 12 dicembre 2017

12 dicembre 2017

Il Consiglio Affari Generali si è riunito il 12 dicembre a Bruxelles in preparazione del vertice dei Capi di Stato e di governo del 14 e 15 dicembre. Per l'Italia ha partecipato il Sottosegretario Sandro Gozi.

Il Consiglio riunito nel formato UE 27 è stato informato da Michel Barnier, capo negoziatore dell'UE per la Brexit, sullo stato dei negoziati. "E' stato confermato - ha spiegato il Sottosegretario Gozi a margine della riunione - il raggiungimento di un accordo con il Regno Unito e i progressi raggiunti sui diritti dei cittadini europei che risiedono oltremanica e quelli dei cittadini britannici in Europa, gli impegni finanziari di Londra con l'Ue e le relazioni fra l'Irlanda del Nord e l'Irlanda. Il Consiglio europeo prenderà atto di tale accordo e si potrà cominciare a lavorare sulla seconda fase dei negoziati che verterà, in particolare, sulle relazioni future tra UE e Regno Unito e sulla fase di transizione".

Il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale sulla proposta di regolamento che istituisce il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP). L'obiettivo è sostenere la competitività e la capacità di innovazione dell'industria della difesa dell'Unione con un bilancio di 500 milioni di EUR per il periodo 2019-2020.

Il Consiglio ha approvato le priorità legislative dell'UE per il periodo 2018-2019, incentrate su sette settori principali: sicurezza, migrazione, occupazione, crescita e investimenti, Europa sociale, mercato unico digitale, energia e clima, legittimità democratica.

Il Consiglio ha anche adottato un piano d'azione per l'attuazione delle conclusioni del Consiglio intitolate "Verso una cibersicurezza forte per l'UE". Il 20 novembre 2017 il Consiglio aveva adottato tali conclusioni, in cui chiedeva il rafforzamento della cibersicurezza europea e il potenziamento della ciberresilienza in tutta l'UE, in linea con le istruzioni ricevute dal Consiglio europeo dell'ottobre 2017.

A margine della sessione del Consiglio, la presidenza ha invitato i paesi candidati a una colazione informale con gli Stati membri e il commissario Hahn per procedere a una discussione generale sullo stato dei lavori e sulle prospettive per il 2018. Sul tema, il Sottosegretario Gozi ha auspicato che già al Consiglio europeo di giugno 2018 si possano avviare i negoziati per l'adesione con Albania e con l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom).

"Non sappiamo se questo accadrà - ha aggiunto Gozi - ma è l'auspicio dell'Italia e lavoriamo in questa direzione". Per i Balcani occidentali e per la Turchia, secondo Gozi, c'è però "un punto che diventa sempre più importante", ossia il tema dello stato di diritto e dei diritti fondamentali. "Quindi - ha spiegato Gozi - una valutazione attentissima sui progressi sul rispetto dello stato di diritto e dei diritti fondamentali da parte di tutti i paesi candidati. Da questo punto di vista abbiamo ascoltato dei progressi importanti per quanto riguarda l'Albania", ha sottolineato. La discussione con i paesi candidati è stata utile anche in vista della strategia che la Commissione europea presenterà il prossimo mese di marzo, volta a rafforzare il processo di adesione dei Balcani occidentali all'Unione Europea.

"Per noi - ha osservato il Sottosegretario Gozi - è molto importante lavorare su una dimensione regionale, cioé rafforzare tutti gli strumenti che fanno parte di una strategia regionale, vedere come possiamo anche implicare di più i Capi di stato dei Balcani occidentali", così come i ministri, "magari regolarmente con degli incontri a margine del Consiglio", ma anche "vedere quali programmi possono essere aperti ai paesi candidati per organizzare un'entrata più graduale rispetto al passato".

Il Consiglio ha tenuto anche un punto sul tema della migrazione su cui "Tusk è rimandato a settembre", ha dichiarato Gozi. "Respingiamo, come molte altre delegazioni che erano attorno al tavolo, l'approccio della sua nota, perché riteniamo che si debba insistere sulla responsabilità comune dell'Unione Europea. Speriamo ci sia l'elaborazione di un nuovo approccio prima del Consiglio europeo perché siamo convinti che ogni Stato membro debba fare la sua parte, come sta facendo l'Italia. Dimostra un passo indietro rispetto a quello che abbiamo ottenuto insieme in questi anni e non è certo la base su cui costruire delle politiche migratorie comuni. Dal 2015 ad oggi non possiamo dire che l'Unione Europea non abbia compiuto dei passi in avanti. Bisogna scommettere sull'Unione Europea, e lavorare in questa direzione, sapendo che il tema della responsabilità deve andare di pari passo, in modo equilibrato, con la solidarietà. Se schemi di solidarietà in passato non hanno funzionato - ha concluso Gozi - è perché forse sono arrivati troppo tardi e non c'è stato il giusto impegno politico e la pressione affinché funzionassero. In questo senso, è stato importante anche il deferimento alla Corte europea dei tre Paesi che hanno violato gli obblighi sulle relocation dei richiedenti asilo".

Brexit , cibersicurezza , difesa , allargamento , migrazione , Sandro Gozi , Consiglio Affari Generali
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