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Social network & istituzioni

17 febbraio 2012

Il Gruppo Informazione del Consiglio dell’Unione Europea e il Club di Venezia sono tornati a riunirsi in un seminario congiunto a Bruxelles sul tema “Il web del futuro e i suoi effetti sulla comunicazione istituzionale”, il 16 febbraio 2012. Il primo incontro di questo tipo si era svolto lo scorso ottobre.

Alla giornata hanno preso parte numerosi operatori del settore: oltre 250, tra giornalisti, accademici, portavoce, funzionari dei servizi di comunicazione, consulenti, addetti stampa, ecc. Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno analizzato i nuovi strumenti web (in particolare i social media) nella comunicazione istituzionale e diverse best practice realizzate da Stati membri e istituzioni UE.

I lavori sono stati aperti dal presidente del Gruppo Informazione Reijo Kemppinen (Dir. Gen. DG Stampa, Comunicazione e Trasparenza, Segretariato Generale del Consiglio UE) che ha tra l’altro sottolineato come l’austerità del momento possa giovare alla comunicazione, spingendo gli operatori pubblici a selezionare l’essenziale. Niels J. Thøgersen, vicepresidente del Club di Venezia, ha ricordato le attività del Club, che da molto tempo segue il tema delle strategie digitali nella comunicazione pubblica e organizza workshop specifici a riguardo.  

Il programma dei lavori, ricchissimo, è stato suddiviso in quattro sezioni:  

  • Campagne politiche 3.0 
  • Campagne di comunicazione sull’Europa e in Europa 
  • Social network istituzionali e interazione con i portali web esistenti
  • Il servizio pubblico del futuro


Tra gli interventi più interessanti: Dave Worsell (Direttore di European Government Solutions, GovDelivery) ha illustrato "Govloop", una sorta di social network statunitense per il settore pubblico (www.govloop.com), creato nel 2008 da Steve Ressler, un impiegato federale. Oltre 50mila persone - tra funzionari, dirigenti e interlocutori della pubblica amministrazione nazionale e locale - condividono informazioni, imparano gli uni dagli altri, risolvono problemi, discutono dei temi più disparati: come selezionare i fornitori, organizzare meglio l’ufficio, lavorare da casa, ecc. L’interazione con il pubblico è massima: la rete è aperta al contributo di semplici cittadini, studiosi, organizzazioni della società civile, esponenti del mondo delle imprese. "GovLoop" lavora con numerosi partner industriali, quali Google, HP, Microsoft o IBM, che forniscono risorse e strumenti appropriati.

Tastiera telefoninoDavied van Berlo (Governo dei Paesi Bassi) ha presentato Civil Servant 2.0, una piattaforma in cui i funzionari della PA olandese possono discutere gli effetti del web 2.0 sul settore pubblico e sostenere progetti volti a migliorare le prestazioni del servizio pubblico. Il network, gestito su base volontaria, ha raggiunto i 7000 membri.  

Una esperienza italiana sull’uso dei social media settore pubblico è stata illustrata da Daria Santucci che è docente di Semiotica della comunicazione web (Università di Torino) e lavora alla Camera di commercio di Torino, con la quale ha realizzato un progetto innovativo per utilizzare i media sociali a beneficio delle aziende del settore turistico.

Jimmy Kevin Pedersen (Head of Citizen CommunicationAgency for Digitisation, Ministero delle Finanze della Danimarca) ha esposto i risultati del portale per i cittadini www.borger.dk (che nel 2011 ha superato i 10 milioni di visite, una cifra pari al doppio degli abitanti) e la strategia danese 2011-2015 per il settore pubblico. Tra gli obiettivi, facilitare attraverso il portale i servizi di e-government, rendere obbligatorie per legge le soluzioni self-service più importanti, ottenere (entro il 2015) che l’80% che le comunicazioni con i cittadini avvengano, bilateralmente, attraverso Internet. In DK, come è noto, l’uso della rete è molto diffuso: tra i 16 e i 74 anni, il 91% ha una connessione web a casa; l’83% della popolazione ha un atteggiamento positivo verso i servizi di e-government

Un'altra best practice realizzata dalla PA danese è MindLab (presentata da Runa Sabroe, responsabile del progetto): una struttura interministeriale che coinvolge Stato, imprese private e cittadini nella “co-creazione” di soluzioni innovative, centrate sul cittadino (“con i cittadini, non per loro”).  

Molti altri, e disparati, i temi affrontati, tra i quali: Arnaud Dassier (vice-presidente del Partito Liberal-Democratico francese, e-politics consultant) ha raccontato la sua esperienza di comunicatore politico attraverso Internet (è stato responsabile nel 2007 della campagna web di Sarkozy). Steven Summers Isa Sonnenfeld(Twitter) hanno parlato dell’uso crescente di Twitter nella comunicazione politica e pubblica; Karolina Wozniak (coordinatrice social media, Parlamento europeo) ha illustrato le strategie web 2.0 da parte del Parlamento europeo in vista delle elezioni del 2014; Sixtine Bouygues (DG Comunicazione della Commissione europea) ha riferito sulla strategia digitale della Commissione, sottolineando l’importanza di integrare il feedback dei cittadini nel processo di definizione delle politiche UE, coniugare attività on-line off-line, rispettare maggiormente il multilinguismo (anche nei social media), assumere la sperimentazione come metodo di lavoro;  Donatella Della Ratta (PHD Fellow, Copenhagen University), forte di una lunga esperienza in Medio Oriente, ha raccontato l’eccezionale uso dei social media nella “primavera araba”. 

E’ stato possibile seguire gli interventi e il dibattito attraverso Twitter e in “live blogging”. Una pagina del sito del Consiglio è stata dedicata all’evento: http://consilium.europa.eu/web4gov

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