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Nuove sfide per i governi: la comunicazione digitale

30 marzo 2015

Si è svolta il 27 marzo a Sofia, in Bulgaria, la conferenza internazionale "Digital Communication: New Challenges for Governments and EU Institutions", organizzata dal Club di Venezia in collaborazione  con la Fondazione Konrad Adenauer, il "Wilfred Martens Centre for European Studies" e la "South East Europe Public Sector Communication Association" (SEECOM).


Il programma prevedeva tre sessioni tematiche, due sull’uso della rete per coinvolgere i cittadini e promuovere i valori europei e una sul monitoraggio dei media nella crisi russo-ucraina. 
In particolare:  

1. Incoraggiare la partecipazione dei cittadini attraverso gli strumenti digitali (best practice di governi, parlamenti e UE per migliorare il dialogo) 

2. Conflitti geoopolitici - il ruolo dei governi sul web (esempio Ucraina: verità e obiettività, sfide per  l'informazione) 

3. Promozione di valori europei in un mondo digitale 

 

Hanno partecipato circa 80 esperti e rappresentanti delle istituzioni, provenienti da 25 Paesi (inclusa l'Italia, rappresentata dal Dipartimento Politiche Europee). Presenti, tra gli altri, il Ministro degli Affari esteri bulgaro e autorità tedesche quali Georg Streiter (portavoce della Cancelliera Merkel) e Detlef Lingemann (Ambasciatore in Bulgaria), le tre istituzioni UE e il Servizio Europeo per l’Azione Esterna (Matteo Arisci).


Al centro dei lavori, l’uso dei media digitali per difendere e promuovere i valori europei. I mezzi di comunicazione tradizionali stanno perdendo pubblico, mentre lo scambio di informazioni sulla rete è in espansione: una sfida cui i "comunicatori" dei governi europei non possono sottrarsi. 


Da molto tempo i portali di notizie non più sono le uniche fonti di informazione politica online: Internet, Facebook e Twitter stanno sostituendo o integrando sempre di più il giornalismo di professione. Chi vuole dialogare con il largo pubblico deve utilizzare (in modo asimmetrico) molti canali. Si tratta di un compito impegnativo per almeno due aspetti: far fronte alla crescente aspettativa dei cittadini di poter contribuire con le proprie idee ed opinioni alle decisione politiche; contrastare gli attacchi al modello europeo da parte di soggetti politici che non ne condividono obiettivi e valori (cfr. i conflitti politici continui sulle piattaforme web).

"Oggi, semplicemente, diamo per scontati i valori UE", è stata la critica del ministro degli esteri bulgaro Daniel Mitov nel suo discorso di inaugurazione della conferenza. "Dobbiamo invece spiegare meglio l’Unione Europea ed iniziare a difenderla", ha proseguito Mitov, riferendosi in particolare alle azioni russe in Ucraina e ai partiti estremisti presenti nell’UE. L’ambasciatore tedesco in Bulgaria, Detlef Lingemann, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei cittadini e dell’orientamento ai valori UE nella comunicazione istituzionale attraverso il web. Valori democratici quali la libertà, lo stato di diritto e i diritti umani universali debbono essere tutelati. 

Oltre venti interventi, nel corso dei lavori, hanno approfondito questi temi, presentando esempi di buone prassi nel dialogo on line con la cittadinanza, discutendo di "guerra dell’informazione" nella crisi ucraina e suggerendo nuove impostazioni nella diffusione dei valori europei.

"Alimentare o no i troll?" – La nuova pagina Facebook del governo tedesco  

Secondo Erik den Hoedt - il responsabile della comunicazione istituzionale del governo olandese che ha moderato la sessione sulla “partecipazione dei cittadini” -  i social media sono strumenti  importanti per migliorare la comunicazione con il pubblico. 

Da segnalare, la relazione introduttiva di Georg Streiter, vice portavoce del governo tedesco, che ha proposto un approccio diverso e innovativo al tema dell’uso dei media digitali nella comunicazione istituzionale. Il governo tedesco, che solo recentemente ha aperto una pagina Facebook, gestisce i commenti di cittadini in modo assai poco ortodosso: le critiche impertinenti non vengono ignorate, ma ricevono risposte adeguate, scritte in modo informale e con sense of humour da una squadra di quindici addetti. "Gli specialisti raccomandano spesso di non alimentare i troll – ha osservato Streiter  – ed è proprio quel che tentiamo di fare, a modo nostro. La nostra azione impedisce alle discussioni di salire di tono e preserva le basi per interventi seri".   

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