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Comunicare in emergenza

5 maggio 2010

l Club di Venezia si riunisce due volte l'anno in sessione plenaria ed organizza periodicamente gruppi di lavoro su specifici argomenti di comunicazione pubblica, specie su temi europei. Ad esempio, la comunicazione attraverso Internet, l'informazione sull'Unione Europea nelle scuole, la capacity building (sviluppo delle competenze) dei servizi di comunicazione istituzionale, ecc. Ad Istanbul [nella foto, la Moschea Blu], nei giorni 29 e 30 aprile, si è tenuto un workshop sulla comunicazione di crisi.

I lavori sono stati introdotti da Stefano Rolando, presidente onorario del Club, e dalle autorità nazionali e locali turche: il sindaco di Istanbul Kadir Topbaş, il direttore generale della DG Stampa e Informazione presso il Primo Ministro Murat Karakaya e il responsabile del Comitato "Istanbul Capitale europea della cultura 2010" Husamettın Kavi

Numerosi gli Stati rappresentati: Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Grecia, Italia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, oltre a Consiglio UE, Commissione europea, Comitato delle Regioni e Comitato economico e sociale europeo. Il dibattito è stato coordinato dal vice presidente onorario del Club, Hans Brunmayr, già direttore generale dell’Informazione presso il Consiglio dell’Unione Europea. 

IL PROGRAMMA

Al centro della prima giornata, l'organizzazione e il coordinamento delle strutture incaricate della gestione e della comunicazione dell'emergenza; i profili sociali e tecnologici della gestione di tensioni civili, o di crisi energetiche, alimentari e occupazionali; il sostegno da parte degli Stati membri ai propri cittadini all’estero in contesti di crisi (es. tsunami). 

Nella seconda giornata sono stati affrontati i problemi di pubblica informazione ai cittadini in caso di catastrofe naturale (es. terremoti in Turchia o ad Haiti, nube vulcanica); i problemi di comunicazione in contesti di pandemia; il ruolo dei governi, delle agenzie preposte o delle istituzioni UE; i problemi di comunicazione istituzionale nel quadro di emergenze politiche.

IL DIBATTITO 

Nella sua relazione introduttiva, Stefano Rolando ha osservato come la comunicazione di crisi riguardi molti aspetti: la democrazia politica, perché tocca il principio della sicurezza; la democrazia sociale e ambientale, perché tocca il principio della sostenibilità; la democrazia economica e del lavoro, perché tocca il principio del rischio connaturato alle dinamiche produttive.

Il sindaco Kadir Topbaş – primo cittadino di una metropoli di oltre 14 milioni di abitanti, “città di rischi e di opportunità" – ha ricordato le importanti misure preventive realizzate contro le catastrofi, e la necessità di un linguaggio comune per gestire la comunicazione di crisi. L'amministrazione comunale è impegnata, tra l'altro, a proteggere e valorizzare il particolare habitat naturale di Istanbul, con fauna e flora tipiche (si coltivano ed esportano, specie in Olanda, oltre 100 varietà di tulipani), anche in funzione deterrente contro il degrado ambientale. 

La relazione di Anna Adamkievicz (Polonia, Government Centre for Security) ha raccontato l'attività del Centro per la sicurezza, soffermandosi sugli aspetti organizzativi e lamentando l'assenza di procedure uniformi, nella pubblica amministrazione, per la comunicazione di emergenza.

L'Italia era rappresentata, oltre che dal Dipartimento per le Politiche Comunitarie, anche dal Dipartimento per la Protezione civile e dal Ministero degli Affari Esteri. E' intervenuto Nicola Minasi, Vice Capo della Unità di Crisi del MAE, che ha illustrato gli strumenti utilizzati dalla Farnesina per rintracciare e contattare i connazionali all'estero, in caso di calamità o di rischi per la sicurezza. Sono stati allestiti due siti web, sia per informare i viaggiatori che per ricevere informazioni da loro. Viaggiare sicuri mette a disposizione informazioni di carattere generale sui Paesi esteri, comprese quelle relative alla situazione di sicurezza. Dove siamo nel mondo consente agli italiani che si recano anche temporaneamente oltre confine di segnalare – su base volontaria – i propri dati personali, al fine di permettere all'Unità di Crisi, nell'eventualità che si verifichino situazioni di grave emergenza, di pianificare con maggiore rapidità e precisione interventi di soccorso. E' possibile effettuare la segnalazione del viaggio tramite web, SMS, telefono. L'esigenza di creare questo sito è sorta in seguito all'esperienza dello tsunami nel 2004, quando si rivelò estremamente difficile contattare le persone attraverso i mezzi di comunicazione tradizionali.  

Nurcan Meral Ozel, del Kandilli Observatory and Earthquake Research Institute(Università del Bosforo) ha raccontato l'attività di ricognizione, monitoraggio e analisi dei terremoti svolta dall'Osservatorio, che ha tra l'altro messo a punto un efficiente sistema di early warning. [Nella foto: Migrazione degli eventi sismici lungo la faglia nordanatolica, a partire dal 1939]

Un altro contributo turco al dibattito è stato portato da Saydun Goksin (segretario generale di AKUT-Search and Rescue, associazione di volontariato civile), che ha descritto le modalità di pronto intervento e assistenza ai cittadini in caso di catastrofi naturali.  

L’approccio della Commissione europea al tema è stato proposto da Alexandra Daws (DG Comunicazione) che ha analizzato il lavoro svolto in occasione del terremoto di Haiti, esplicitando la necessità di coordinare maggiormente le iniziative, agire tempestivamente e rendere riconoscibilili le fonti. Peter Lindvald Nielsen(Comitato economico e sociale europeo) ha posto il problema dell’insufficiente coordinamento interistituzionale a Bruxelles (istituzioni UE e rappresentanze). Dana Manescu ha illustrato il lavoro preventivo svolto dal Consiglio dell'UE in materia di comunicazione di crisi. La relazione di Diana-Aurica Groza (Romania) ha invece affrontato le strategie di comunicazione nel contesto del blocco del traffico aereo dovuto alla "nube islandese".  

Sulla comunicazione in caso di crisi politico-istituzionali, è intervenuta la rappresentante di Cipro Eleonora Gavrielides a partire dal risultato negativo del referendum sul piano ONU per la riunificazione dell'isola nel 2004, in cui la grande maggioranza dei greco-ciprioti votarono contro (75,8%), mentre la parte turco cipriota si espresse a favore (64,9%). La relazione, ricca di spunti, ha analizzato gli errori di allora e l'attuale "nuovo corso" avviato dal presidente Christofias, anche in termini di comunicazione istituzionale.  

Nella sessione dedicata alla crisis communication in caso di pandemie, Eleka Rugam-Rebane ha illustrato la gestione dell'influenza AH1N1 in Estonia.

Il Club di Venezia tornerà a riunirsi in sessione plenaria nei giorni 3-4 giugno a Malta.

 

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