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Consultazione pubblica sulla proposta di introdurre un passaporto per i servizi e di affrontare il problema degli ostacoli normativi nei settori della costruzione e dei servizi alle imprese

26 luglio 2016

Consultazione pubblica sulla proposta di introdurre un passaporto per i servizi e di affrontare il problema degli ostacoli normativi nei settori della costruzione e dei servizi alle imprese.

(chiusa il 26 luglio 2016)

La consultazione pubblica, che rientra nella strategia del Mercato Unico beni e servizi, si concentra su tre azioni interconnesse: l’introduzione di un “Passaporto per i servizi” per i settori fondamentali dell’economia, l’eliminazione degli ostacoli normativi nei servizi alle imprese e l'iniziativa relativa alle prescrizioni assicurative per i prestatori di servizi di costruzione e di servizi alle imprese. 

La Direttiva sui servizi 2006/123/CE ha determinato una modernizzazione dell’economia in diversi settori, eliminando dal quadro giuridico una serie di requisiti necessari che ostacolavano la prestazione di servizi transfrontalieri. 

L’impatto della Direttiva risulta però ancora limitato, specialmente in relazione agli ostacoli normativi che sussistono in settori fondamentali dei servizi alle imprese e nel settore della costruzione. 

L’Italia, con un position paper,  sottolinea la necessità di ricercare una soluzione equilibrata sul tema. Il Passaporto dei servizi deve fornire un valore aggiunto alle imprese che operano crossborder, evitando oneri amministrativi non giustificati sia per le imprese e sia per le Amministrazioni. Esso deve, inoltre, contribuire a far progredire il processo di applicazione del mutuo riconoscimento anche nel settore dei servizi, andando oltre l’obiettivo a breve termine della semplificazione amministrativa. 

L’Italia, rispondendo al questionario proposto dalla Commissione, ha ribadito la necessità di garantire che tutte le procedure applicabili ai prestatori di servizi che intendono svolgere attività in un altro Stato membro siano completamente telematiche. E’ poi favorevole all’adozione di misure che consentano un più agevole scambio di informazioni tra gli Stati membri in merito ai prestatori di servizi con sede in uno Stato membro che intendono stabilire una presenza in un altro Stato membro (ad esempio attraverso una succursale o un'agenzia).

Le informazioni da condividere potrebbero essere varie, dal nome dell'impresa a quelle più dettagliate sul tipo di attività, o sulle qualifiche dei professionisti, lavoratori distaccati, salute e sicurezza; o informazioni relative all'osservanza di requisiti specifici per il settore nello Stato membro (autorizzazioni). 

A tal fine l’Italia valuta idoneo il sistema di informazione del mercato interno (IMI), una rete e piattaforma elettronica istituita nel 2007 attraverso la quale le amministrazioni nazionali degli Stati membri comunicano su numerose questioni attinenti al mercato unico.

La risposta del Governo italiano  [PDF - 144KBYTE]

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