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Consultazione pubblica sul "Quadro normativo per le piattaforme, gli intermediari online, i dati, il cloud computing e l'economia collaborativa"

15 settembre 2016

Consultazione pubblica sul "Quadro normativo per le piattaforme, gli intermediari online, i dati, il cloud computing e l'economia collaborativa".

(chiusa il 6 gennaio 2016)

La consultazione, all’interno della Strategia per il mercato unico digitale in Europa, riguarda il ruolo delle piattaforme prendendo in esame una serie di aspetti, quali il loro ruolo sociale ed economico, la trasparenza, le condizioni d'uso.

Il Governo italiano ritiene che il crescente ruolo economico e sociale delle piattaforme online abbia contribuito a migliorare la circolazione delle informazioni, ampliare la possibilità di scelta di prodotti e servizi da parte dei consumatori, aumentare la trasparenza su prezzi e offerte e a creare nuove opportunità commerciali e, in generale, a ridurre i costi di transazione.

Al tempo stesso, però, esistono differenze sostanziali tra i diversi tipi di piattaforma, per cui il quadro normativo vigente (direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico, direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore nella società dell’informazione e direttiva 2004/48/CE sull’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale) andrebbe rivisto operando una differenziazione tra le piattaforme, ad esempio mediante una classificazione “per tipologia”, che si basi sul servizio/contenuto offerto, la modalità di esecuzione e di accesso allo stesso.

Nel rispetto dei principi in materia di diritto d’autore così come stabiliti negli ordinamenti di ogni Stato membro, il Governo italiano ritiene altresì necessarie ed utili due iniziative: la nascita di un registro europeo delle opere audiovisive digitali (ai fini della corretta applicazione della direttiva 31/2000), e l’individuazione di sistemi, ove possibile, in grado di abbattere i tempi di rimozione dei contenuti illeciti (notice and take down) ed evitare che vengano caricati nuovamente (notice and stay down).

L’Italia ritiene che le norme europee dovrebbero prevedere che i titolari di siti che mettono a disposizione contenuti e servizi ai consumatori dell’Unione Europea forniscano la proprie identità e i dati dell’impresa. Il Governo italiano è a favore della diffusione dei sistemi Cloud ed in generale dell’economia basata sui dati aperti (Open data) in Europa.
Anche l’economia collaborativa offre nuove importanti opportunità al sistema economico e sociale.


L’adozione di una specifica disciplina può rappresentare un’occasione per un ripensamento della regolamentazione degli operatori tradizionali. E’ necessario dunque un processo di ridefinizione della regolamentazione – e, in alcuni casi, di deregolamentazione – che sarebbe perfettamente coerente con alcune direttrici fondamentali dell’azione del Governo, quali l’Agenda digitale, l’Agenda per la semplificazione, e lo sforzo di creare un ambiente più favorevole all’attività di impresa, sulla scorta delle policy a favore delle startup e delle piccole e medie imprese innovative.

Da ultimo, la riduzione dei costi di ingresso sul mercato, resa possibile dalla diffusione delle applicazioni digitali, dalla semplificazione del quadro normativo e dalla riduzione degli obblighi e degli adempimenti burocratici, può rappresentare un importante volano di sviluppo per quelle aree del paese ricche di opportunità ma povere di imprese, oltre a favorire l’autoimprenditorialità (a sua volta destinataria di iniziative del Governo) e l’occupazione nelle fasce più a rischio, quali giovani e donne.

La risposta del Governo italiano

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