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Accountability nei diversi usi

In ambito politico, la "responsabilità politica", o meglio, il "sistema di rendicontazione", non è invenzione recente, se consideriamo che il principio fu elaborato da John Locke già nel 1689. Esso prevede la possibilità di conferire un potere delegato in relazione ad un fine prestabilito che, se non perseguito, consente ai deleganti di revocare il potere: secondo questo principio, non esiste solo una forma di controllo ex post ma anche un controllo in corso d'opera, che pone gli eletti in condizione di dover dar conto del proprio operato costantemente, in quanto il corpo elettorale può congedarli quando ritenga che questi non siano riusciti a dare una risposta adeguata alle sue attese.

In ambito giuridico, la rendicontabilità è legata alla figura dello Stato nella sua accezione di "Stato di diritto". Essa implica anzitutto che la Pubblica Amministrazione sia sottoposta al principio di legalità: per garantire che questo sia rispettato, sono previsti vari tipi di intervento: controlli amministrativi, controlli giurisdizionali sugli atti emanati dalla Pubblica Amministrazione, ricorso al difensore civico ed altri.

Nel campo della Pubblica Amministrazione, la rendicontabilità è intesa come necessità di dar conto a terzi dell'attività svolta, delle risorse impiegate e degli obiettivi perseguiti e riveste un ruolo centrale di garanzia nei confronti dei cittadini che accedono alle procedure e ai servizi forniti dalla Pubblica Amministrazione. Nello svolgimento della propria missione istituzionale, questa è obbligata a rispettarne i principi di organizzazione e gestione delle risorse e di efficace ed efficiente svolgimento delle combinazioni produttive. Si distinguono due maggiori prospettive dell'accountability:

  • compliance-based accountability, cioè la rendicontabilità basata sulla conformità che consiste in una vera e propria "catena del dar conto", che parte dal dipendente pubblico e giunge al cittadino, e ha per oggetto la legittimità e l'appropriatezza dell'utilizzo delle risorse, nonché la conformità di tale utilizzo alle norme;
  • performance-based accountability, basata, appunto, sulla performance, caratterizzata cioè da logiche e strumenti di tipo manageriale in cui il cittadino viene inteso come "cliente". In quest’ottica, non si considera solo la legittimità e l'appropriatezza dell'utilizzo delle risorse, ma anche la capacità dell'amministrazione di realizzare gli obiettivi fissati.

Al fine di migliorare la trasparenza, la qualità e l'appropriatezza dell'azione amministrativa, si fa ricorso alla raccolta analitica e sistematica di informazioni, supportata da una contemporanea maggiore incidenza della "parte civica". La forma più diffusa di comunicazione della rendicontabilità, nel pubblico e nel privato, consiste in documenti pubblicati specificamente per "rendere conto" dell'adempimento delle proprie responsabilità (ad esempio, con un bilancio di esercizio) o in documenti che verifichino che i comportamenti di  rispetto degli impegni siano conformi ad un codice etico (ad esempio, con un bilancio sociale).

Nel settore della sicurezza informatica, troviamo una particolare applicazione del concetto di rendicontabilità. Qui l'accountability indica la capacità di un sistema di monitorare le azioni di un utente all'interno del sistema stesso, tramite valutazioni tecniche e sistemi di autenticazione (login).

Nell'ambito della privacy e della protezione dei dati, l'accountability si afferma come elemento rilevante nel Regolamento UE 2016/679 varato nel 2016, che dispone l'obbligo, da parte del titolare del trattamento dei dati, di adottare politiche e misure per dimostrare che tale trattamento avvenga in maniera conforme al Regolamento stesso.

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